Come scegliere una canna da mosca

Prova canna da mosca
Prova canna da mosca

Scegliere una canna da mosca non è difficile, spesso siamo noi che ci complichiamo le cose. Basta seguire alcuni semplici consigli.

Essendo un progettista di canne da mosca ormai da molti anni, voglio dare qualche dritta a chi deve acquistare una canna da mosca. Uno degli elementi che spesso fanno “impazzire” il neofita ma anche l’esperto pescatore, specialmente quello a secca, è capire se una canna è valida o meno per pescare e/o lanciare in un certo modo.  Domande del tipo “sto comprando una 9’ per pescare in torrente, quale caratteristiche deve avere ? Oppure quale è la migliore ?” si sentono e si leggono in ogni dove.
Chi mi conosce sa che ho avuto la fortuna di avere due maestri che mi hanno insegnato tanto sull’argomento canne, uno è Aldo Silva che a mio avviso è il maggiore conoscitore italiano di canne sotto l’aspetto strutturale e l’altro è un grosso nome della pesca a mosca italiana, forse il più importante, ed è il maggiore conoscitore in Italia di canne sotto l’aspetto tecnico inteso come qualità in funzione del lancio, ma preferisco non farne il nome ….
Avendo avuto in questi ultimi quindici anni questi due big delle fly rods come amici con i quali ho passato diverso tempo a disquisire di canne, mi sono comportato come una spugna assorbendo tutto ciò che entrambi, in separate sedi, mi spiegavano e ne ho fatto tesoro affinchè potessi un giorno sapere meglio come si capisce se una canna per un certo tipo di uso è migliore di un’altra, se quel carbonio usato è idoneo o meno per avere certe risposte e come testare una canna e, sempre a mio avviso, darle una votazione che è poi l’argomento di cui stiamo parlando in questo momento.
Andiamo quindi a vedere come si può capire una canna da mosca.

I primi elementi da valutare sono:

1) Dove e che tipo di pesca dobbiamo fare
2) Che peso di coda dobbiamo abbinare
3) Scelta della lunghezza

Le prove andrebbero fatte presso un negozio ben fornito di modelli e marchi diversi.
Questi primi elementi selezionano già una precisa tipologia di canne. Qui molti si orientano sulle marche che più conoscono o individuano quelle che più piacciono esteriormente. Qui spesso si commette un primo errore perché le scelte vengono fatte emotivamente e non analizzando le qualità dell’attrezzo.
Personalmente farei una scelta in funzione del costo, elemento questo che spesso e purtroppo condiziona l’acquisto, senza preoccuparmi troppo dei marchi.

Sotto il profilo dinamico, è necessario conoscere bene quelle che sono le tre componenti che delineano il carattere di una canna e cioè la rapidità, la potenza e soprattutto l’azione. Queste componenti hanno una priorità in relazione ai vari tipi di canne nel senso che una componente è più importante in una canna corta, un’altra in una lunga e così via. La rapidità è quella che si spiega meglio poiché non è altro che la capacità che una canna possiede di ritornare nella posizione di riposo in un tempo più o meno breve dopo che gli è stato impresso un impulso. Una canna sarà più rapida di un’altra se questo tempo è inferiore rispetto all’altra. Nel lancio moderno la rapidità assume una grande importanza poiché questo prevede delle manovre molto veloci. Da qui un attrezzo che si adegui al meglio alle operazioni del lanciatore ed inoltre, particolare questo molto importante, sia in grado di velocizzare molto la coda di topo. E’ chiaro che la sola rapidità non basta dal momento che deve essere sommata all’altra componente che è l’azione, anche se tutte e due viaggiano quasi forzatamente insieme concetto che vedremo più avanti. Per canne più lunghe e progettate per poter lanciare code di topo più pesanti, la rapidità della canna sarà meno accentuata dal momento che si dovrà dare la precedenza all’altra componente che è la potenza. In effetti una canna lunga tarata per lanciare code del 8 – 9 ed oltre, dovrà avere necessariamente dei tempi molto diversi da una più corta oltre ad essere più potente per ovvii motivi. La potenza di una canna è quell’elemento che ne caratterizza, per così dire, la forza. In parole povere si può definire potenza l’energia che una canna può accumulare e poi restituire in fase di lancio. Così più una canna è potente e più carico, peso di coda ed esca, può lanciare. La terza componente e cioè l’azione, assume in una canna una grande importanza poiché questa, essendo quella che si identifica con la curva sotto carico, diventa inevitabilmente quella che, in un verso o nell’altro, influisce anche sulle altre. In effetti una canna ha la sua rapidità, la sua potenza, ma entrambe sono soggette all’azione poiché una canna non sarà rapida se possiede una azione di pancia o parabolica, o potrebbe non essere potente se ha un’azione di punta. Quindi l’azione è l’elemento primario sul quale si deve costruire la canna. Prendiamo ad esempio le vecchie canne in bambù. La loro caratteristica, una volta, era quella di avere la cosiddetta azione di “pancia” fondamentale per poter lanciare nel vecchio sistema. Oggi, specie in Italia, si è riusciti a tirare fuori dal bambù delle caratteristiche a cui prima i costruttori non pensavano, quindi canne molto più rapide sempre nei limiti che questo materiale possiede. Oggi la tecnica ha inevitabilmente prodotto una evoluzione delle attrezzature e in primo luogo delle curve. Quest’ultima, per rendere veloce una canna deve in generale, oltre ad essere costruita con del materiale che facilita questa peculiarità, essere progressiva, termine generico che molti non riescono a mettere a fuoco e cioè prenda forma proporzionalmente al carico. Questo determina un certo adattamento dell’attrezzo al carico e non solo, poiché una canna con simile azione riesce a dare il massimo in tutti quei tipi di lancio in cui non ci si limita ad andare solamente avanti e indietro con la canna ma la si utilizzi, come si dice, a 360° cioè facendola lavorare anche in quelle parti che generalmente vengono utilizzate poco dalla maggioranza dei pescatori. Possiamo comunque avere due canne con la stessa identica curva ma che siano estremamente diverse. “Non è possibile”, mi sono sentito dire molte volte, come non è possibile, se una canna è in carbonio ed un’altra e in vetro ed hanno entrambe la stessa curva, mi domando, possono avere le stesse caratteristiche e la stessa velocità ? Non credo. Molte volte sui forum si legge ad esempio, “questa canna ha un’azione veloce” oppure “quella ha una azione potente” ma se l’azione è una curva sarebbe come dire questa canna ha una curva veloce oppure potente, cosa vuol dire ? Attenzione, nessuna voglia di dare lezioni, ci mancherebbe, ma quando senti o leggi che le canne fatte in Europa o negli USA sono migliori di quelle prodotte in Cina poiché usano carboni migliori, allora mi cadono le braccia per terra. Aldo Silva mi disse che i produttori di carbonio nel mondo si contavano sulla punta delle dita di una mano e poi quando aggiunse che alla fine i carbonii che si usano sono più o meno gli stessi e così anche per le resine, capii che poi non c’era tutta questa differenza tra le canne di Aldo e le famose americane e quando seppi che in Cina esistono delle fabbriche all’avanguardia e che fanno ricerca e sfornano prodotti che nemmeno ti immagini, allora ho capito che era tutto un discorso legato ai marchi, un po’ come per tutte le altre cose. Se vai a dire alla gente, ad esempio, che una canna nella sua vita fa mediamente 420.000 su e giù, e mi tengo molto stretto, e che quindi un pò si spompa, ti senti rispondere che questa rimane tale e quale a quando l’hai comprata e ti fanno anche capire che in fondo stai dicendo un bel po’ di cazzate. Difronte a queste affermazioni, hai due possibilità, ho lasci stare, oppure cerchi di spiegare da dove escono questi dati. Prendiamo due canne identiche nuove di fabbrica, una la riponiamo chiusa dentro un armadio e non la utilizziamo mai mentre l’altra la facciamo lavorare per tre anni che è anche un tempo molto inferiore alla normale vita di una canna. Se calcoliamo solo una uscita a settimana per 5 mesi, questo mi da come risultato circa 20 uscite a stagione. In queste 20 uscite la canna fa avanti e indietro, tra falsi lanci e lancio finale, più o meno 7000 volte ad uscita considerando solo 5 ore di pesca e una media di tre falsi lanci più quello finale, calcolando più o meno, 10 secondi per ogni passata, continuando a tenermi sempre molto stretto. Bene, moltiplicando 7000 avanti e indietro per 20 uscite annue abbiamo 140.000 avanti e indietro a stagione che per 3 anni danno circa 420.000 falsi e lancio finale dove, come tutti sanno, ogni volta le fibre prima si comprimono e subito dopo si stirano. Domanda, questa canna che ha fatto 420.000 volte avanti e indietro, se va bene ma penso che non sia un’eresia calcolarne almeno 800.000, potrà avere la stessa integrità dell’altra identica chiusa nell’armadio e che non ha mai lanciato ? Mi  ricordo che una volta ad un corso un mio amico venne con una Lamiglass IM 700 che aveva appena comprato ed era la stessa che avevo io con la quale ci pescavo già da anni. Non appena la provai, ne sentii l’enorme differenza che c’era con la mia cosicché volli far provare la mia a lui e tutti e due fummo convinti che le due canne, seppur identiche, erano estremamente differenti. Aldo mi disse una volta che era costretto, per assurdo, ad avere i prezzi delle sue canne ai livelli delle americane altrimenti i pescatori non gliele avrebbero comprate pensando che valessero di meno. Questo vi fa capire come la gente spesso crede in certi discorsi.

Per concludere al momento dell’acquisto fate queste prove. Stringete l’impugnatura con una mano e con l’altra spingete con il palmo sul pedone andando contemporaneamente dal sughero verso il primo anello. Scartate tutte quelle canne che hanno un pedone rigido e che quindi non si piega e quelle con questo troppo morbido che va giù di colpo. Il giusto pedone è quello che si piega sotto il palmo ma con un po’ di difficoltà. Il pedone è la parte più importante della canna.

Per provarlo con la coda bisogna caricarlo con un lancio idoneo tipo radente per intenderci, in questo modo se va bene si caricherà e restituirà la giusta energia.